Utopia del software libero. Recensione

Utopia del software libero. Recensione

copertina
Utopia del software libero. Dal Bricolage informatico alla reinvenzione del software libero, Sèbatien Broca, a cura di Giorgio Griziotti, Mimesis, 2018

Recensire questo libro è una grande sfida: il tema è complesso e variegato e, tra le tante suggestioni, quella che a me ha colpito di più e che forse verrà fuori in queste righe è l’analisi della libera circolazione delle informazioni. Read more

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Il gioco in biblioteca

Il gioco in biblioteca

Ieri il collega Francesco Mazzetta ha scritto un post che mi è piaciuto molto e che si può leggere sul suo blog: http://ossessionicontaminazioni.blogspot.it/2016/11/igd2016-riflessioni-su-un-sabato-di.html?spref=tw

Questo mio post è forse per ricordare a me stessa e condividere pubblicamente come sono entrata in quest’avventura che coinvolge le biblioteche e porta i bibliotecari a riflettere su collezioni  più ampie e nuove competenze da sviluppare.

Io sono una bibliotecaria un po’ anomala credo: lavoro in un ufficio helpdesk che fornisce assistenza alle 70 biblioteche di un Sistema bibliotecario nell’est milanese. Non sono al banco, non ho una collezione da gestire, non ho contatti con gli utenti, se non attraverso le risposte che posso fornire loro quando ci contattano per chiedere informazioni.

Sono comunque sempre in contatto con tanti bibliotecari con i quali cerchiamo di risolvere i piccoli problemi quotidiani che capitano in biblioteca. La bibliotecaria è uno dei lavori che sognavo di fare quando da piccola immaginavo il mio futuro (l’altro era la veterinaria)  e quindi mi spiego così la passione che ci metto e l’entusiasmo, a volte forse un po’ troppo, che vorrei portare ovunque quando si parla di biblioteca.

Nel 2014 ho visto passare un messaggio di Francesco nella lista di discussione di bibliotecari, un messaggio in cui ho scoperto dell’esistenza dell’International Games Day @Your Library. Come spesso mi succede quando leggo notizie particolarmente interessanti ma che non ho il tempo di approfondire, ho archiviato l’informazione e ho proseguito nel mio lavoro.

Nell’estate 2015 ho capito che era il momento di andare a riprendere l’informazione archiviata e provare a ragionarci un po’ su.  Io sono volontaria in un coderdojo, un movimento in cui, per farla brevissima, adulti esperti di informatica insegnano ai giovani a programmarsi un proprio videogioco. I nostri eventi sono ospitati nelle biblioteche del Sistema e quindi ho realizzato che i miei ragazzi avevano pieno diritto di entrare a far parte della Giornata internazionale del gioco (e videogioco ovviamente).

Il passo è stato breve: ho contattato Francesco per saperne di più, ci siamo fatti prendere dall’entusiasmo dell’iniziativa e abbiamo iniziato a lavorare in squadra per poter condividere questa esperienza con il maggior numero di biblioteche possibili. In seguito si sono aggiunti a noi in pianta stabile Alberto Raimondi già nel 2015 e Daniele Brunello nel 2016 ma abbiamo anche numerosi colleghi ovunque che ci supportano per tante piccole cose (ospitare il gruppo, testare i giochi con noi, aiutarci con la grafica o le traduzioni in inglese, ecc. ecc.).

Due meravigliosi sponsor che abbiamo contattato per raccontare loro della nostra iniziativa hanno voluto regalare diversi giochi alle biblioteche italiane aderenti a IGD e abbiamo quindi incrementato le collezioni delle biblioteche con le proposte di Asterion Press e Red Glove.

Vudù: uno dei giochi Red Glove testato sabato 5 novembre

Il gioco unisce generazioni, apre alla possibilità di integrazione, impegna nelle giornate noiose, diverte e offre spunti di conversazione. Come possono le piazze del sapere non offrire una simile opportunità?

Non mi dilungo oltre su questo aspetto, lo ha già analizzato molto bene Francesco nel suo post. Vorrei concentrarmi invece sull’aspetto organizzativo della Giornata. Il 19 novembre di quest’anno oltre 50 biblioteche italiane (più 70% rispetto al 2015!) promuoveranno il gioco in biblioteca attraverso iniziative molto interessanti, la maggior parte di esse, oltre a far provare i giochi ricevuti in dono dagli sponsor, chiederà agli utenti di portare giochi da casa, coinvolgerà associazioni e tutto sarà animato in modo insolito e particolare.

Crossing: uno dei giochi Asterion testato sabato 5 novembre
Crossing: uno dei giochi Asterion testato sabato 5 novembre

Come si arriva a questo? Credo sia piuttosto evidente che, senza un coordinamento, senza la professionalità dei bibliotecari più esperti o che hanno avuto il tempo, la possibilità e la voglia di imparare e che si sono costituiti spontaneamente in gruppo di lavoro, non ci sarebbe stato questo risultato. Credo tuttavia che bearsi di una giornata così, pur piacevole che sia, non sia serio per nessuno, occorre provare a ragionare sui vari aspetti del gioco in biblioteca in modo da rendere questo servizio permanente e dare un senso e una connotazione forte ad una precisa volontà da parte delle biblioteche stesse.

E allora raccolgo l’ultimo appello di Francesco e lo faccio un po’ anche mio: il gruppo IGD dovrebbe continuare a lavorare su questo tema che ha dimostrato essere di largo interesse non solo per i bibliotecari ma anche per le comunità che fanno parte delle biblioteche e attorno alle quali i nuovi bibliotecari devono guardare per costruire le collezioni.

Quindi come integrare i giochi e videogiochi in biblioteca? Come selezionarli? Come catalogarli? Come promuoverli? Come fare in modo che la biblioteca rimanga tale e non si trasformi in centro di intrattenimento? Ma queste sono solo alcune delle domande che normalmente ci si pone quando si intraprende questo percorso, ecco perché anch’io da bibliotecaria associata AIB vorrei che nascesse una commissione permanente di riferimento su questa tematica, così che il 19 novembre del prossimo anno 50 biblioteche italiane divengano master (per usare un termine caro ai gamers) di almeno altre 50 biblioteche che vogliano entrare in questo progetto!

Perché portare un Coderdojo in biblioteca

Perché portare un Coderdojo in biblioteca

Il giorno 24 ottobre, nell’ambito di Book City 2015,  si è tenuta a Milano, nel nuovo Laboratorio Formentini per l’editoria,  una convention dedicata al mondo dei professionisti del settore: editori, librai, bibliotecari e giovani imprenditori.

Anch’io ho avuto il piacere di partecipare raccontando l’esperienza di Coderdojo Brianza all’interno delle biblioteche di Vimercate, Bellusco e Mezzago, che fanno parte del Sistema Bibliotecario CUBI (Culture Biblioteche), in uno degli incontri pomeridiani, dal significativo titolo: Digitali e collaborativi, i nuovi spazi sociali della biblioteca. Read more