PASSO DOPO PASSO. VIAGGIO NEL BASKET COL PROFESSOR FUMETTO

PASSO DOPO PASSO. VIAGGIO NEL BASKET COL PROFESSOR FUMETTO

Se li merita tutti, il professor Yang, questi 25 euro per 445 pagine che racchiudono il suo nuovo fumetto “Dragon Hoops” edito in Italia da Tunuè e uscito un mesetto e mezzo fa. E devono averla pensata così anche quelli dell’ Harvey Awards, che l’han recentemente premiato “libro dell’anno”.

L’unica cosa che potremmo chiedere in più all’autore e (quasi) protagonista di questa storia è di raccontarcene presto altre o magari di venire in Italia a fare il professore ai nostri figli (o magari anche a noi!)

Mi rendo conto che quest’ultima frase potrebbe essere fuorviante sull’immaginario di chi legge, quindi sgombro il campo dagli equivoci: non siamo davanti a un novello Professor Keating (quello dell’Attimo Fuggente per capirci) che trasmette fiducia a chi non crede abbastanza in se stesso o fa capire che la poesia sta nella folgorazione di un pensiero e non nella metrica che si studia a scuola.

Niente di tutto questo. Qui il nostro professore fa praticamente il cronista a seguito della squadra maschile di basket del liceo in cui insegna:i Bishop O’Dowd Dragons in Oakland, California.

A seguito della squadra per tutta la stagione, il prof compie il proprio viaggio iniziatico nei confronti del basket, un po’ come quello dell’eroe nei grandi romanzi. Il suo, più modesto, ma altrettanto significativo, lo definirei “il viaggio dello spettatore” quello che al termine ti porta ad appassionarti. A chiederti, una volta terminato il giro, se per caso è rimasto qualcosa per dopo. O quando si ricomincia. A stupirti, perché all’inizio mai avresti pensato.

Nella prima pagina, infatti, Yang dichiara che odia lo sport, mentre alla fine abbiamo capito che gli è entrato dentro e lo ha cambiato quasi senza accorgersene. Gli è bastato coglierne lo spirito e vedere che dietro lo sport ci sono gli uomini e le loro storie, motivo per cui, chi se ne appassiona ha qualche chance in più di capire la vita. Se poi le racconta bene rendendoci partecipi, chiude anche il cerchio.

Esattamente quello che fa il professore: ci porta con lui per la California, partita dopo partita, e ci fa conoscere i ragazzi della squadra e il suo staff (il coach Lou, in particolare) intervistandoli.

Eccoli, dunque, i veri protagonisti! Ed eccola la metafora del professore di cui avremo bisogno di cui sopra. Dare voce a tutti. Stimolare perché si tiri fuori il meglio.

Sembra Keating? Vi ho fregato? Beh, il fumetto ha fregato anche me che sono per le storie finte e ho scoperto che questa è piuttosto vera.

Così come suonano terribilmente veri e realistici i primi piani sui passi che diversi protagonisti della storia stanno per compiere. Sintetizzare in un’immagine quello che hai deciso che sta per succedere, ma ancora non lo sai come andrà. Accade molto spesso, tanto da diventare una costante, in questa storia.

Niente male anche il bel ripassone sulla storia del basket e alle sue evoluzioni in giro per il mondo. Fondamentali le pagine dedicate alle donne e al ruolo da protagoniste che si sono guadagnate non senza fatica. Non guasta per niente, infine, un pochino di spazio per un po’ di sano “politicamente scorretto” (non è così scontato mettere in discussione la figura di Gandhi)

Tutti questi elementi aggiungono ulteriore spessore al libro.

In conclusione, grazie professore Yang.

Che credi nel fumetto come mezzo educativo ma non ci annoi con storielle scritte per esserlo.

Che in realtà di tue storie in Italia ce ne sono già pubblicate altre. Due le ho lette e meritano entrambe, ma magari ne parliamo un’altra volta.

Spero che il tuo fumetto lo leggano anche quelli che non conoscono il basket con l’augurio che compiano lo stesso tuo viaggio. Soprattutto, spero lo leggano tanti ragazzini, con l’augurio che trovino la giusta fiducia per prendere le proprie decisioni e sbagliare in libertà. E infine che lo leggano anche tanti ex ragazzini (che come me sognavano Michael Jordan nei ’90) che per imparare qualcosa non è mai troppo tardi.